La T.F.C Terapia focalizzata sulla compassione, dall’inglese C.F.T., sviluppata da Paul Gilbert “è una terapia che si focalizza sul deliberato sviluppo della compassione, sulle abilità e la forza che derivano da essa, e su come usarle per lavorare in modo efficace con la sofferenza umana “  (Kolts).

Trova impiego nella terapia di molteplici problematiche psicologiche, es. attacchi di panico, ansia sociale, depressione, trauma, disturbi di personalità, psicosi.

Si focalizza sull’aiutare i pazienti a relazionarsi alle proprie difficoltà in modo compassionevole, fornendo strategie efficaci, ed esercizi pratici per lavorare sulle proprie emozioni nelle relazioni sociali e nelle situazioni di vita difficili. La C.F.T offre strumenti per la regolazione delle emozioni.

La compassione riguarda “il sincero desiderio che la sofferenza termini e la disponibilità a sviluppare una sensibilità alla sofferenza in se stessi e negli altri, insieme all’impegno di cercare di alleviarla e prevenirla”(Russell)

Gli esseri umani sono l’unica specie che ha sviluppato grandi competenze di pensiero organizzato, capacità di progettualità ed  autoriflessione, purtroppo questo ha anche avuto  un risvolto negativo, essendo l’unica specie che risponde a minacce interne (ansie e preoccupazioni, autocritica) come se fosse di fronte ad una minaccia alla sopravvivenza (es. serpente o pericolo mortale) con una attivazione emotiva e corporea che disabilita momentaneamente le facoltà alte di pensiero rendendo incapaci di pensare, agire, lasciando in preda di emozioni soverchianti, e stati fisici disturbanti. Per fortuna siamo anche dei mammiferi, che, nel corso dell’evoluzione hanno sviluppato un sistema di regolazione emotiva calmante basato sulla vicinanza e l’accudimento (connessione, sicurezza, calma e contentezza). La TFC allena il nostro cervello a utilizzare e sviluppare maggiormente queste competenze per riportare la persona in equilibrio psicofisico.

I quattro processi principali tramite cui si affrontano le problematiche portate dal paziente sono:

  • la relazione terapeutica: una relazione incondizionatamente calorosa e non giudicante, che aiuti la persona ad imparare a sentirsi al sicuro
  • la consapevolezza attenta di come agiscono le emozioni nel proprio cervello, come i fattori familiari e sociali hanno modellato il sé della persona, come nel quotidiano i propri meccanismi biologici difensivi e di regolazione emozionale impattano nel modo di reagire e relazionarsi alle circostanze di vita
  • lo sviluppo di una comprensione compassionevole di come la mente e la propria vita è plasmata da forze che non sono scelte né programmate e di cui quindi non si ha colpa. Imparare a prenderne consapevolezza in modo compassionevole fornisce un allentamento dell’autocritica e della vergogna, che sono spesso paralizzanti e non fanno che aumentare il disagio personale.
  • uso di pratiche compassionevoli immaginative, immersive e tecniche di embodyment per allenare e sviluppare un Se compassionevole che contempla un atteggiamento verso di sé non giudicante, saggio, comprensivo ed empatico che facilita la guarigione di aspetti disfunzionali e vulnerabili di séself-compassion

Questo approccio va ad attivare il nostro sistema biologico parasimpatico, attraverso il nervo vago e influendo sul cuore crea un bilanciamento tra i due sistemi simpatico e parasimpatico, generando così una buona  variabilità interbattito HRV ( che è il maggior indice fisiologico oggi utilizzato come segno di salute psicofisica perché connette cuore e cervello).

 Molti studi clinici confermano che l’utilizzo di questa terapia per attivare il nostro sistema calmante (connessione sicurezza e contentezza) porta ad un alleviamento dei sintomi d’ansia e di depressione, associato a maggior soddisfazione nelle situazioni di vita.